articoli da me scritti

☆Torino 8 agosto 2021- Cosa sono le onde cerebrali e le onde sonore e se è possibile esserci- in un’era così tecnologica una correlazione tra loro.☆

Nel cervello vi è un’intensa attività elettrica e fu proprio il Dott. Hans Berger che per primo nel 1929 ne descrisse i 5 tipi di ritmi o onde elettroencefalografiche, caratterizzate da diverse frequenze (o cicli al secondo). Questi impulsi viaggiano da neurone a neurone utilizzandone centinaia di migliaia per ottenere il trasporto e svolgono determinate funzioni.

Vediamo nel dettaglio le 5 tipologie di ritmi o onde celebrali: Ritmo Beta (con frequenza superiore a 14 hertz e possono arrivare a 30 hertz) è il ritmo dello stress acuto

(domina il sistema nervoso centrale ortosimpatico che agisce liberando sostanze e comporta acceleramento e rinforzo del battito cardiaco, con aumento della pressione sanguigna e broncodilatazione e aumento del glicogeno epatico e muscolare). Questo ritmo si associa al massimo dispendio di energia nervosa e fisica e quindi a lungo andare, al massimo logoramento da eccessivo superlavoro. Si registrano in un soggetto in stato vigile, nel corso di un’intensa attività mentale e soprattutto da aree celebrali frontali. Appaiono negli stati in cui l’attenzione è diretta a compiti cognitivi esterni contrariamente alle onde theta (che poi vedremo) che appaiono durante gli stati cognitivi interni.

La frequenza è veloce e possono essere suddivise in:

-Beta 1 (12-15 Hz) 

-Beta 2 (15- 22 Hz) 

-Quando il sistema nervoso centrale è impegnato in un’attività 

-Beta 3 (22 – 30 Hz) 

– In uno stato di ansia o eccitazione negli individui che soffrono di disturbi d’ansia generalizzati.

Un eccesso o alterazione delle onde Beta consuma molta energia. La mappa di un paziente con disturbo d’ansia può mostrare un eccesso di Beta 2 o 3 implicando una mancanza di regolazione.

-Ritmo Alpha (frequenza che va da 8 a 13 Hz) 

È il ritmo di distacco dalla realtà esterna, coincide con il rilassamento e il calo delle attività cerebrali. Nelle

persone sane, non sotto stress, questo stato si genera automaticamente chiudendo semplicemente gli occhi. Questo stato va verso l’autocontrollo interiore e il pensiero creativo. Se associato a pratiche di visualizzazione tale stato riesce ad avere una buona influenza a livello somatico.

-Ritmo Theta (frequenza che va dai 4 ai 7 Hz) 

Coincide con lo stato del dormiveglia in condizioni fisiologiche, viene prodotto in grande quantità (fino ad occupare il 90% del tracciato EEC) durante la fase dell’addormentamento detta anche fase di pre-sonno. In questa fase la coscienza è come sdoppiata in coscienza vigile e sonno. È anche il ritmo della rigenerazione psicofisica, quindi se alterato ciò non avviene creando problemi non solo al livello psichico ma anche fisico.

-Ritmo Delta (frequenza inferiore a 3hz)

Coincide con il sonno profondo senza sogni e con il rilassamento muscolare intenso. In questa fase si ha la

massima produzione dell’ormone della crescita (GH) che durante tutta la vita è indispensabile per il

rinnovamento cellulare oltre che, nella prima fase di vita per la crescita. Tale ritmo è indispensabile per la

massima attività del sistema immunitario. È il momento topico per tutti i nostri processi rigenerativi e per la

produzione di “endofarmaci”: potenti farmaci prodotti dal nostro organismo ad azione altalenante

specifica. Se vi è una tensione mentale (es. la paura) così come la prolungata assunzione di farmaci tramite

un meccanismo di feed-back inibiscono l’azione del nostro medico interno.

Il ritmo Delta è sotto il massimo dominio del sistema nervoso parasimpatico e prevale nel sonno dei buoni

dormitori. Quando viene alterato la persona dorme male, si rigenera poco e tende quindi ad essere stanca

ad ammalarsi facilmente ed avere disturbi psicosomatici.

-Ritmo Gamma (vanno dai 30 ai 42 Hz ) caratterizzano gli stati di particolare tensione sono legate al processo

di informazione simultanea in varie aree del sistema nervoso centrale. Le onde gamma si vedono quando il

cervello è in uno stato di alta risoluzione. Esse si osservano anche in stati di alta spiritualità- amore- stati di

felicità- durante la fase REM chiamata sonno paradosso si sussegue alla fase iniziale di sonno lento

chiamato NREM. Esse modulano la percezione e la coscienza e scompaiono durante l’anestesia.

I diversi tipi di onde cerebrali sono sempre presenti. Quando una persona si sveglia da un sonno profondo la

frequenza delle sue onde celebrali aumenta passando da delta a theta e quindi Alpha e infine beta. Durante

questo processo non è raro che un soggetto rimanga in uno stato theta per un po’ di tempo es. 15 minuti in

uno stato creativo-produttivo.

La ricerca ha dimostrato che una persona, impegnata in un’attività mentale, produce onde beta, e in

minima parte anche onde alfa- theta e delta.

Come ho enunciato nella specifica delle onde cerebrali esse influenzano ed interagiscono con il sistema

nervoso centrale e di conseguenza sono in grado di controllare molteplici funzioni dell’organismo

(psichiche, ormonali, vegetative, ecc.) quindi anche in grado di influenzare se non vi sono le frequenze

giuste i vari sistemi organici quali:

– la muscolatura

– il sistema cardiovascolare e neurovegetativo

– l’apparato respiratorio

I ritmi della società moderna inducono il cervello a restare molto attivo per eccessivi periodi di tempo così

che farà sempre più fatica a rallentare i propri cicli.

In altre parole riduce la capacità di rilassarsi, di avere un sonno profondo e quindi a rigenerarsi, portando a

stress negativo, insonnia, disturbi della memoria e della concentrazione fino a sfociare a vere e proprie

patologie a livello organico.

Ma in una società sempre più concentrata sul benessere, vi si trova sempre il modo o almeno ci si prova a

riequilibrarsi attraverso lo sport, tecniche di rilassamento, tecniche di allenamento come il training

autogeno e la medicina.

Potrebbe esserci connessione e correlazione tra le onde cerebrali e sonore visto che viaggiano entrambe su

frequenze?

Vediamo nel dettaglio cosa sono le onde sonore e i vari passaggi e come sono utilizzati nella ricerca per

scopi benefici.

Le onde sonore entrano nel canale uditivo dell’orecchio esterno nel padiglione auricolare e nel condotto

uditivo. I suoni vengono convogliati dal padiglione auricolare verso il timpano che è situato nell’orecchio

medio. Il timpano trasmette le onde sonore al martello, incudine e staffa. Questi sono 3 ossicini uditivi che

amplificano le vibrazioni del timpano.

Le vibrazioni provenienti dal timpano e amplificate dagli ossicini uditivi arrivano all’orecchio interno

attraverso un fluido contenuto nella CLOCLEA. Le pareti della CLOCLEA sono ricoperte di terminazioni

nervose e vengono stimolate dal movimento del liquido. Questi stimoli vengono trasmessi sotto forma di

impulsi elettrici al tronco cerebrali.

Il tronco cerebrale la prima tappa del suono all’interno del cervello. In questa fase i suoni sono decifrati e ne viene determinata la durata, l’intensità e appunto la frequenza. Nel TALAMO che è il centro di gestione del cervello dove vengono raccolte tutte le informazioni percepite dai sensi eccetto l’olfatto. Il talamo regola inoltre la risposta motoria le informazioni e le invia alla corteccia cerebrale. L’ultimo passaggio è la corteccia cerebrale.

Il messaggio sonoro è in gran parte decifrato ma la corteccia cerebrale aggiunge il significato ai suoni. Qui i

suoni vengono riconosciuti e ricordati.

Onde sonore e disturbi cognitivi – la ricerca

Vi è un trattamento non invasivo utilizzato da neuroscenziati del Massachusetts Istituite (MIT) che hanno lo

scopo di migliorare i disturbi cognitivi che comporta l’induzione di onde cerebrali chiamate “OSCILLAZIONI

GAMMA”. Quando si unisce la stimolazione visiva e uditiva per settimane vediamo l’impegno della

corteccia para frontale a una riduzione molto drastica di una sostanza chiamata AMILOIDE.

I test sono stati eseguiti su topi e quelli preliminari di sicurezza in soggetti umani sani e non malati di

disturbi cognitivi come ad esempio, l’Alzheimer.

I neuroni del cervello generano segnali elettrici che sincronizzano per formare onde cerebrali in diverse

gamme di frequenze.

Precedenti studi hanno suggerito che i malati di Alzheimer presentano alterazioni delle frequenze gamma

che vanno da 25 a 80 Hz cicli al secondo e si ritiene che contribuiscono a funzioni cerebrali come 

l’attenzione percezione e memoria.

Ho letto dell’esistenza di un’interfaccia neuronale chiamata “Brain computer interface” che è un mezzo di

comunicazione diretto tra un cervello (o parti funzionali del sistema nervoso centrale) che possono

collegare la parte neuronale ad un dispositivo esterno quale ad esempio un computer e monitorarle.

Ho posto l’articolo da me scritto all’attenzione di un Professore nonché Primario di un noto Ospedale che lo ha letto, ed ha appurato che vi è un fondo di verità in ciò che ho scritto, e che approfondendo il tema delle onde sonore e le bande di frequenza ho la possibilità di sottolineare, che alcune frequenze possono creare danno per stress meccanico e chimico, alle terminazioni neuronali uditive; interferendo negativamente sulle attività cerebrali. Come anche la iperstimolazione visiva provocando alterazioni. Questo perché il nostro cervello è come una rete di computer che risente degli sbalzi di tensione elettrica (frequenza) esterni e di calore cioè di alterazioni esterne con cui è indirettamente in contatto. 

Essendoci un fondo di verità concludo dicendo che vi può essere correlazione tra onde sonore e cerebrali e che vi sia la possibilità di studiarle in maniera più approfondita come il 

 trattamento non invasivo utilizzato da neuroscenziati del  (MIT) che hanno come ho scritto,  lo

scopo di migliorare i disturbi cognitivi con  l’induzione di onde cerebrali chiamate “OSCILLAZIONI GAMMA” e migliorare anche nel nostro Paese i disturbi cognitivi dati da patologie neurodegenerative.

Copyright 2021

Articolo di Assunta Susy Susanna Mazzacane

(Foto dal web)

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