articoli da me scritti, consulente del benessere ~doTerra, CONTATTI, contatto email, il mio lavoro di operatore socio assistenziale, il portale olistico di Assunta Mazzacane, massaggiatore sportivo e specializzato in tecniche miofasciali, massaggiatore sportivo ed estetico in tecniche miofasciali, progetto olistico sugli oli essenziali benefici in rsa e case di cura,di Assunta Susy Mazzacane, rubrica salute e benessere di Susy Mazzacane, rubrica salute e benessere olistico di Susy Susanna Mazzacane sul quotidiano on line il Monitore Napoletano di Giovanni Di Cecca

☆Che cos’è il benessere ☆

Il Benessere da ben-essere che significa stare bene, è  il termine che specifica gli aspetti e la qualità della vita di ogni individuo e l’ambiente che lo circonda.
Il concetto di Benessere è ritrovato in qualsiasi ambito lo si voglia analizzare come di seguito riporto:
– benessere materiale ed economico
– benessere psicologico
-benessere organizzativo sul lavoro
– benessere sociale
– benessere alimentare
– benessere culturale
– benessere spirituale
– benessere ambientale

L’osservatorio Europeo sui sistemi e sulle politiche della salute con la Commissione Salute,  hanno stilato un rapporto in cui si propone  il Benessere come “lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale ” e  consente alle persone di raggiungere e mantenere  il loro potenziale personale nella società. 

articoli da me scritti, rubrica c'è posta per me

RUBRICA C’È POSTA PER ME!

☆Pandemia come l’avete vissuta e come la state vivendo?☆

Foto dal web

Questa domanda è rivolta a chi ha qualcosa da raccontare… una raccolta di vissuto, di storie ed esperienze che vorrei mettere insieme per poterle condividere, una sorta di scambio di informazioni.

Potete scrivere anticipazioni nei commenti, e poi inviare un messaggio andando nella sezione contatti.

Buona vita anime!

©️Assunta Susanna Susy Mazzacane

articoli da me scritti

☆Unicità☆

16.04.2021

Nella tradizione del pensiero occidentale è sempre stata presente una separazione tra il corpo fisico, la materia, e l’anima immateriale. Dobbiamo cercare di superare questa dicotomia e di lavorare sull’unità, per riuscire a sentire dentro di noi l’Uno, l’energia unitaria; infatti noi siamo costituiti da una sola entità, formata da mille pezzi, frammenti, che sono comunque uniti tra loro. E nel momento in cui realizziamo dentro noi stessi questo tipo di consapevolezza, cioè ci sentiamo veramente uno, uniti, unici, riusciamo a vedere anche l’universo stesso come Unità, riusciamo a vedere tutto ciò che ci circonda in maniera unitaria, globale. Dentro di noi si è venuto infatti a creare questo punto, questa coscienza come nucleo che ci permette di unificare il reale, e possiamo così sperimentare che fino a quando non realizzeremo al nostro interno questa esperienza unitaria, il mondo esterno continueremo a vederlo frammentato, pieno di divisioni, di contraddizioni e di conflitti.

articoli da me scritti

☆Torino 8 agosto 2021- Cosa sono le onde cerebrali e le onde sonore e se è possibile esserci- in un’era così tecnologica una correlazione tra loro.☆

Nel cervello vi è un’intensa attività elettrica e fu proprio il Dott. Hans Berger che per primo nel 1929 ne descrisse i 5 tipi di ritmi o onde elettroencefalografiche, caratterizzate da diverse frequenze (o cicli al secondo). Questi impulsi viaggiano da neurone a neurone utilizzandone centinaia di migliaia per ottenere il trasporto e svolgono determinate funzioni.

Vediamo nel dettaglio le 5 tipologie di ritmi o onde celebrali: Ritmo Beta (con frequenza superiore a 14 hertz e possono arrivare a 30 hertz) è il ritmo dello stress acuto

(domina il sistema nervoso centrale ortosimpatico che agisce liberando sostanze e comporta acceleramento e rinforzo del battito cardiaco, con aumento della pressione sanguigna e broncodilatazione e aumento del glicogeno epatico e muscolare). Questo ritmo si associa al massimo dispendio di energia nervosa e fisica e quindi a lungo andare, al massimo logoramento da eccessivo superlavoro. Si registrano in un soggetto in stato vigile, nel corso di un’intensa attività mentale e soprattutto da aree celebrali frontali. Appaiono negli stati in cui l’attenzione è diretta a compiti cognitivi esterni contrariamente alle onde theta (che poi vedremo) che appaiono durante gli stati cognitivi interni.

La frequenza è veloce e possono essere suddivise in:

-Beta 1 (12-15 Hz) 

-Beta 2 (15- 22 Hz) 

-Quando il sistema nervoso centrale è impegnato in un’attività 

-Beta 3 (22 – 30 Hz) 

– In uno stato di ansia o eccitazione negli individui che soffrono di disturbi d’ansia generalizzati.

Un eccesso o alterazione delle onde Beta consuma molta energia. La mappa di un paziente con disturbo d’ansia può mostrare un eccesso di Beta 2 o 3 implicando una mancanza di regolazione.

-Ritmo Alpha (frequenza che va da 8 a 13 Hz) 

È il ritmo di distacco dalla realtà esterna, coincide con il rilassamento e il calo delle attività cerebrali. Nelle

persone sane, non sotto stress, questo stato si genera automaticamente chiudendo semplicemente gli occhi. Questo stato va verso l’autocontrollo interiore e il pensiero creativo. Se associato a pratiche di visualizzazione tale stato riesce ad avere una buona influenza a livello somatico.

-Ritmo Theta (frequenza che va dai 4 ai 7 Hz) 

Coincide con lo stato del dormiveglia in condizioni fisiologiche, viene prodotto in grande quantità (fino ad occupare il 90% del tracciato EEC) durante la fase dell’addormentamento detta anche fase di pre-sonno. In questa fase la coscienza è come sdoppiata in coscienza vigile e sonno. È anche il ritmo della rigenerazione psicofisica, quindi se alterato ciò non avviene creando problemi non solo al livello psichico ma anche fisico.

-Ritmo Delta (frequenza inferiore a 3hz)

Coincide con il sonno profondo senza sogni e con il rilassamento muscolare intenso. In questa fase si ha la

massima produzione dell’ormone della crescita (GH) che durante tutta la vita è indispensabile per il

rinnovamento cellulare oltre che, nella prima fase di vita per la crescita. Tale ritmo è indispensabile per la

massima attività del sistema immunitario. È il momento topico per tutti i nostri processi rigenerativi e per la

produzione di “endofarmaci”: potenti farmaci prodotti dal nostro organismo ad azione altalenante

specifica. Se vi è una tensione mentale (es. la paura) così come la prolungata assunzione di farmaci tramite

un meccanismo di feed-back inibiscono l’azione del nostro medico interno.

Il ritmo Delta è sotto il massimo dominio del sistema nervoso parasimpatico e prevale nel sonno dei buoni

dormitori. Quando viene alterato la persona dorme male, si rigenera poco e tende quindi ad essere stanca

ad ammalarsi facilmente ed avere disturbi psicosomatici.

-Ritmo Gamma (vanno dai 30 ai 42 Hz ) caratterizzano gli stati di particolare tensione sono legate al processo

di informazione simultanea in varie aree del sistema nervoso centrale. Le onde gamma si vedono quando il

cervello è in uno stato di alta risoluzione. Esse si osservano anche in stati di alta spiritualità- amore- stati di

felicità- durante la fase REM chiamata sonno paradosso si sussegue alla fase iniziale di sonno lento

chiamato NREM. Esse modulano la percezione e la coscienza e scompaiono durante l’anestesia.

I diversi tipi di onde cerebrali sono sempre presenti. Quando una persona si sveglia da un sonno profondo la

frequenza delle sue onde celebrali aumenta passando da delta a theta e quindi Alpha e infine beta. Durante

questo processo non è raro che un soggetto rimanga in uno stato theta per un po’ di tempo es. 15 minuti in

uno stato creativo-produttivo.

La ricerca ha dimostrato che una persona, impegnata in un’attività mentale, produce onde beta, e in

minima parte anche onde alfa- theta e delta.

Come ho enunciato nella specifica delle onde cerebrali esse influenzano ed interagiscono con il sistema

nervoso centrale e di conseguenza sono in grado di controllare molteplici funzioni dell’organismo

(psichiche, ormonali, vegetative, ecc.) quindi anche in grado di influenzare se non vi sono le frequenze

giuste i vari sistemi organici quali:

– la muscolatura

– il sistema cardiovascolare e neurovegetativo

– l’apparato respiratorio

I ritmi della società moderna inducono il cervello a restare molto attivo per eccessivi periodi di tempo così

che farà sempre più fatica a rallentare i propri cicli.

In altre parole riduce la capacità di rilassarsi, di avere un sonno profondo e quindi a rigenerarsi, portando a

stress negativo, insonnia, disturbi della memoria e della concentrazione fino a sfociare a vere e proprie

patologie a livello organico.

Ma in una società sempre più concentrata sul benessere, vi si trova sempre il modo o almeno ci si prova a

riequilibrarsi attraverso lo sport, tecniche di rilassamento, tecniche di allenamento come il training

autogeno e la medicina.

Potrebbe esserci connessione e correlazione tra le onde cerebrali e sonore visto che viaggiano entrambe su

frequenze?

Vediamo nel dettaglio cosa sono le onde sonore e i vari passaggi e come sono utilizzati nella ricerca per

scopi benefici.

Le onde sonore entrano nel canale uditivo dell’orecchio esterno nel padiglione auricolare e nel condotto

uditivo. I suoni vengono convogliati dal padiglione auricolare verso il timpano che è situato nell’orecchio

medio. Il timpano trasmette le onde sonore al martello, incudine e staffa. Questi sono 3 ossicini uditivi che

amplificano le vibrazioni del timpano.

Le vibrazioni provenienti dal timpano e amplificate dagli ossicini uditivi arrivano all’orecchio interno

attraverso un fluido contenuto nella CLOCLEA. Le pareti della CLOCLEA sono ricoperte di terminazioni

nervose e vengono stimolate dal movimento del liquido. Questi stimoli vengono trasmessi sotto forma di

impulsi elettrici al tronco cerebrali.

Il tronco cerebrale la prima tappa del suono all’interno del cervello. In questa fase i suoni sono decifrati e ne viene determinata la durata, l’intensità e appunto la frequenza. Nel TALAMO che è il centro di gestione del cervello dove vengono raccolte tutte le informazioni percepite dai sensi eccetto l’olfatto. Il talamo regola inoltre la risposta motoria le informazioni e le invia alla corteccia cerebrale. L’ultimo passaggio è la corteccia cerebrale.

Il messaggio sonoro è in gran parte decifrato ma la corteccia cerebrale aggiunge il significato ai suoni. Qui i

suoni vengono riconosciuti e ricordati.

Onde sonore e disturbi cognitivi – la ricerca

Vi è un trattamento non invasivo utilizzato da neuroscenziati del Massachusetts Istituite (MIT) che hanno lo

scopo di migliorare i disturbi cognitivi che comporta l’induzione di onde cerebrali chiamate “OSCILLAZIONI

GAMMA”. Quando si unisce la stimolazione visiva e uditiva per settimane vediamo l’impegno della

corteccia para frontale a una riduzione molto drastica di una sostanza chiamata AMILOIDE.

I test sono stati eseguiti su topi e quelli preliminari di sicurezza in soggetti umani sani e non malati di

disturbi cognitivi come ad esempio, l’Alzheimer.

I neuroni del cervello generano segnali elettrici che sincronizzano per formare onde cerebrali in diverse

gamme di frequenze.

Precedenti studi hanno suggerito che i malati di Alzheimer presentano alterazioni delle frequenze gamma

che vanno da 25 a 80 Hz cicli al secondo e si ritiene che contribuiscono a funzioni cerebrali come 

l’attenzione percezione e memoria.

Ho letto dell’esistenza di un’interfaccia neuronale chiamata “Brain computer interface” che è un mezzo di

comunicazione diretto tra un cervello (o parti funzionali del sistema nervoso centrale) che possono

collegare la parte neuronale ad un dispositivo esterno quale ad esempio un computer e monitorarle.

Ho posto l’articolo da me scritto all’attenzione di un Professore nonché Primario di un noto Ospedale che lo ha letto, ed ha appurato che vi è un fondo di verità in ciò che ho scritto, e che approfondendo il tema delle onde sonore e le bande di frequenza ho la possibilità di sottolineare, che alcune frequenze possono creare danno per stress meccanico e chimico, alle terminazioni neuronali uditive; interferendo negativamente sulle attività cerebrali. Come anche la iperstimolazione visiva provocando alterazioni. Questo perché il nostro cervello è come una rete di computer che risente degli sbalzi di tensione elettrica (frequenza) esterni e di calore cioè di alterazioni esterne con cui è indirettamente in contatto. 

Essendoci un fondo di verità concludo dicendo che vi può essere correlazione tra onde sonore e cerebrali e che vi sia la possibilità di studiarle in maniera più approfondita come il 

 trattamento non invasivo utilizzato da neuroscenziati del  (MIT) che hanno come ho scritto,  lo

scopo di migliorare i disturbi cognitivi con  l’induzione di onde cerebrali chiamate “OSCILLAZIONI GAMMA” e migliorare anche nel nostro Paese i disturbi cognitivi dati da patologie neurodegenerative.

Copyright 2021

Articolo di Assunta Susy Susanna Mazzacane

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articoli da me scritti

☆Demenza Senile☆

I PRINCIPALI BISOGNI PSICOLOGICI DELLA PERSONA AFFETTA DA DEMENZA IMPRONTATI SULLA TEORIA DEL BENESSERE E SULL’AMORE

Il primo compito dell’assistenza alla persona affetta da demenza  è preservare L’essere in quanto persona,  e attraverso il soddisfacimento di uno o più dei bisogni improntati sull’amore si ottengono effetti positivi a tal punto da passare da uno scenario di depressione, paura dolore ad esperienze positive che predispongono la persona ad essere assistita e non solo a recepire un benessere dato da  un’assistente positiva.

Amore
~ identità= perseverare “sull’essere in quanto persona”
~ attaccamento = rassicurazione
~ conforto = fornire forza che impedisce di andare a fondo.
~ occupati= coinvolgimento in attività benefiche
~ inclusione= evitare la loro esclusione sociale

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articoli da me scritti

☆Training autogeno che cos’è e a cosa serve☆


Il training autogeno è una tecnica di rilassamento, una terapia ed è utilizzato in ambito clinico nella gestione dello stress, emozioni e disturbi psicosomatici, e in tutte quelle situazioni o discipline sportive che richiedono un alto livello di concentrazione.Lo psichiatra tedesco Schult (1932) con il training autogeno definì un metodo di autodistensione da concentrazione psichica che consente di modificare situazioni psicofisiche e psicosomatiche.Training autogeno che significa allenamento e che per praticità lo chiamereno con l’abbreviazione T.A.La tecnica consiste in una serie di esercizi di concentrazione che si focalizzano su zone corporee diverse, lo scopo è quello di ottenere un generale stato di rilassamento sia a livello fisico che psichico. La particolarità di questo metodo è la possibilità di ottenere attraverso esercizi “mentali”, delle modifiche corporee reali che a loro volta sono in grado di influenzare la sfera psichica del soggetto.Questo è possibile perché la mente è il corpo non sono componenti autonome e indipendenti, ma sono correlate in un rapporto di interazione reciproca e costante.Il T.A. o allenamento è in grado di influenzare vari sistemi organici quali:-la muscolatura-il sistema cardiovascolare e neuro vegetativo – l’apparato respiratorio Questi vari sistemi si influenzano in maniera reciproca ed interagiscono anche con il Sistema Nervoso Centrale ed in particolare con la struttura situata alla base del cervello ” LA FORMAZIONE RETICOLARE” che è in grado di controllare a sua volta, molteplici funzioni dell’organismo ( psichiche, ormonali, vegetative ecc.) inducendo ad uno stato di distensione all’intero dell’organismo.Il T.A. non ha solo il compito di rallentare o distendere la reattività dell’individuo che lo pratica, ma anche di regolarizzare, normalizzare e recuperare energia e risorse psicofisiche.Il training autogeno viene utilizzato ad ampio spettro come nei disturbi di ansia, attacchi di panico, stress e sugli stati emotivi che possono portare disturbi a carico dell’organismo come il mal di testa, la gastrite, problemi all’intestino ecc. producendo con esercizi mirati un profondo stato di calma e tranquillità.Il T.A. inoltre normalizza e distende come già detto gli apparati che possono essere alterati dallo stress, dall’ansia dall’emozione provocando ad es. accelerazione dei battiti cardiaci, aumento e irregolarità del respiro e tensione muscolare.Inoltre modifica la soglia del dolore, non lo cancella ma può abbassare la sua soglia di percezione, rendendolo più tollerabile.Gli esercizi di rilassamento del T.A. richiedono impegno, costanza nella ripetizione e consapevolezza della sua efficacia, cosicché la distensione e il benessere psico fisico e mentale non debbano essere cercati attivamente, ma si producono in modo automatico come dei veri e propri riflessi. Già dopo qualche settimana di T.A. molti soggetti riferiscono che le sensazioni di calma, tranquillità e benessere arrivano da sole senza far niente e questo è un dato importante da non sottovalutare. Un buon allenamento non può che giovare alla nostra salute.

Buona lettura e buona vita Anime!

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☆COME EVITARE I DANNI ALLA COLONNA VERTEBRALE? ☆

Il modo migliore per assorbire gli sforzi senza danno è mantenere la schiena “dritta”, in qualsiasi condizione di posizione o di carico.
Se si piega la schiena quando si fa uno sforzo ( raccogliendo oggetti pesanti, spostando pesi, sollevando persone…) il disco intervertebrale viene compromesso solo da una parte e si può danneggiare. Con la schiena dritta il peso viene distribuito in modo uniforme sul disco intervertebrale e si riduce il rischio di causare delle rotture. Quando si raccoglie un oggetto da terra bisogna  piegare le gambe e mantenere la schiena dritta, invece di tenere le gambe distese e la schiena curva.
I RISCHI SONO MAGGIORI QUANDO:
– l’oggetto deve essere preso o lasciato lontano dal corpo (es. su uno scaffale distante o posizionato in alto)
– durante lo spostamento l’oggetto deve essere tenuto lontano dal corpo ( es. è sporco, ha punte o spigoli pericolosi)
– si ruota il busto nello spostare l’oggetto (es. lo si prende da uno scaffale sulla propria destra e lo si deve poggiare su un piano alla propria sinistra)
– l’oggetto da spostare è difficile da prendere ( es. è morbido, irregolare, è caldo ecc.
Si possono fare esercizi fisici per migliorare le condizioni della colonna e dei muscoli che sono fondamentali per proteggerla.


Buona lettura!

articoli da me scritti

☆Problemi alla colonna vertebrale – mal di schiena☆

Tutte le attività così come quella di assistenza a persone con difficoltà di movimento, possono richiedere sforzi notevoli; può essere necessario sollevare pesi, fare movimenti ripetitivi e che richiedono impiego di forza e/o l’utilizzo di strumenti non adatti.
Tutte queste azioni se non svolte correttamente possono causare danni ai muscoli e alle articolazioni.
Il problema che si presenta di frequente è il – mal di schiena – un dolore più o meno intenso che si localizza all’altezza delle vertebre lombari.
PERCHÉ VIENE IL MAL DI SCHIENA?
La colonna vertebrale ha il compito di sostenere il corpo e concentra gli sforzi dovuti durante il sollevamento di pesi, persone ecc.
È formata da 32- 35 vertebre, non è dritta ma presenta delle curve fisiologiche che aiutano a scaricare il peso ed ammortizzare il movimento.
Tra le vertebre si trovano i dischi intervertebrali che agiscono come cuscinetti elastici, ammortizzano gli urti e distribuiscono il peso.
Ma se il peso è eccessivo o lo sforzo troppo violento i dischi intervertebrali si possono danneggiare.
È proprio da questo danno che, nella maggior parte dei casi, ha origine il mal di schiena.
CHE COSA CAUSA IL DOLORE?
I dischi sono costtuiti da una guaina fibrosa al cui interno c’è una struttura elastica. “Il nucleo polposo” che ha il compito di ammortizzare gli sforzi.
L’attività fisica intensa può caricare troppo peso sul disco, causando la rottura della guaina fibrosa, così come può avvenire in caso di cadute e urti violenti.
Nei casi più gravi dalla rottura fuoriesce parte del nucleo che può arrivare a comprimere le radici dei nervi spinali, causando un dolore intenso.Si parla in questo caso di ERNIA DEL DISCO.
Le posizioni fisse assunte per lungo tempo nelle attività quotidianamente svolte, sovraccaricano e mantengono compromessi i dischi intervertebrali che possono degenerare  e danneggiare anche gravemente.  In questo modo la loro struttura si indebolisce,  non sono più in grado di ammortizzare gli sforzi e le vertebre possono venire a contatto tra loro, si  parla in questo caso di “artrosi della colonna vertebrale”.

Nel prossimo articolo vi parlerò di come evitare i danni alla colonna vertebrale.